• Pubblicata il:
  • Autore: TaniaRossi
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Le sgere magiche


Giovanni dal vivo è ancora meglio che nelle foto: Moro, occhi azzurri, e un fisico asciutto che farebbe impazzire ogni donna
È un anno che ho voglia di vederlo e appena si accorge della mia presenza, mi viene incontro dall'altra parte della piazza, puntandomi gli occhi addosso, come se ci fossi solo io.
Quando ci raggiunge, sembra felice di vedermi. Mi saluta con un caloroso abbraccio, come se davvero fossimo amici da sempre.

Che ci fai qui? – domanda come se ci fossimo visti ieri.
Aspetto una tua chiamata per venire a Milano a trovarti – ribatto io ironica.
Mi sei mancata – dice ignorando la mia battuta.
Lui è Marco, il mio ragazzo – dico sviando il discorso e scoprendo le mie carte.

Giovanni ci invita per un caffè, ci porta in un baretto di sua conoscenza, si siede vicino a me e inizia a chiacchierare con Marco amichevolmente.
Si accorge del calore che inizia a crescere dentro di me ogni volta che mi rivolge lo sguardo, così, fissando Marco negli occhi, inizia ad accarezzare con una mano la punta del mio ginocchio, fa scivolare un dito sul bordo di pizzo della calza autoreggente, inizia a salire lentamente ma appena arriva vicino al bordo degli slip si allontana di nuovo, giocando al gatto e al topo per una ventina di minuti.
Risultato: un’ora dopo sono nel suo appartamento.

Ho detto a Marco che andavo ad una mostra di scultura, sapendo che a lui queste cose non interessano e mi sono fiondata da Marco, continuando a pensare per tutto il tragitto a cosa sarebbe successo.

Appena arrivo, Giovanni mi fa sedere su un divano bianco ed inizia a guardarmi, soffermandosi sulla provocante scollatura e indugiando sulle cosce che, puntualmente, divarico, mostrando che lo slip che aveva torturato nel bar era scomparso e si lecca le labbra alla vista della depilazione totale.

Capisco che ha voglia di prendermi, lì, adesso. Ma non lo fa. Sparisce per dieci minuti e torna con un cofanetto blu. “Vorrei fare una prova, se ti va”
Sono tutta orecchi.
Apre il cofanetto e mi mostra il contenuto. Si tratta di due piccole sfere metalliche attaccate l’una all’altra da un sottile cordino.

“Ora ti infilo queste dentro e poi andiamo a vedere la mostra di scultura assieme. Che ne dici?”
L’idea mi stuzzica. Lui senza aspettare una risposta, procede. Giovanni sa già che lo seguirò in ogni sua decisione. La mia impotenza davanti alla sua volontà mi infastidisce, ma per quanto io faccia non riesco ad oppormi.

Si avvicina lentamente e inizia ad aprirmela con il pollice e l’indice senza scordarsi di giocarci un po', facendomi venire sempre più voglia. Lentamente prende una sfera e la fa scorrere sul clitoride dentro indugiando proprio all’inizio. Il metallo freddo mi fa sussultare di piacere, butto la testa indietro allargo ancora di più le gambe, invogliandolo a ripetere la stessa operazione con l’altra pallina. Quando ha finito mi pulisce con la lingua e mentre sto arrivando al punto più divertente asciuga tutto con la mano, mi richiude le gambe e tira giù il vestito sorridendo.
Si rialza mettendomelo davanti, vedo dai jeans che è più che pronto, ma mi concede solo di passarci la mano sopra e poi mi rialza di forza, costringendomi ad uscire.

“Mentre cammini ti conviene stringere i muscoli se non vuoi che scivolino fuori” mi sussurra in un orecchio mentre stiamo uscendo.
Il palazzo che ospita la mostra dista pochi minuti a piedi dalla casa di Giovanni. Cammino con circospezione, muovo i passi come se stessi camminando sulle uova.
Intanto sento le palline che Giovanni mi ha infilato muoversi dentro di me e mi eccito terribilmente, sapendo che senza mutandine sarà difficile ad un certo punto nascondere il mio umore.

Una scultura contorta in marmo attira la nostra attenzione, sono due giovani amanti avvinghiati, colti nell’estasi. Mentre ci soffermiamo a guardarla, Giovanni senza farsi notare da altri visitatori, si avvicina da dietro e coprendomi con il suo corpo, infila una mano tra le mie gambe.
Avverto la sua mano calda tra le cosce e le due sfere che tengo nel corpo si muovono, provocando una sensazione di intenso piacere che mi coglie di sorpresa lasciandomi senza fiato. Il terrore che qualcuno possa vederci non fa che accrescere la mia eccitazione. Sento un formicolio al basso ventre, oh cavoli, non ce la faccio più! Voglio correre subito in bagno e finire il lavoro, so che lui lo sa e che si sta eccitando sempre di più, me lo fa sentire appoggiandolo sul culo e quando sono quasi al culmine mi trascina nel bagno più vicino e mi sbatte contro il muro.

Finalmente mi fa capire cosa vuole da me, infila tutta la mano dentro e mi toglie le sfere, facendomi urlare di piacere. Lo infila subito dentro, ma capisco che non gli basta, così gli faccio segno di mettermi a terra e mi abbasso io, lui mi spinge la testa con una mano sempre più veloce ed io con l'altra mano gli riprendo le palline ed inizio a giocare. So che gli piace ancora di più guardare, così mi alzo, mi siedo sul copri water e inizio a far scorrere le palline lentamente, mordendomi le labbra per continuare il gioco il divertimento il più possibile.
Vedo che non si trattiene più mentre continua a masturbarsi e di foga mi prende in braccio, mi gira di spalle e me lo infila dentro sempre più veloce, finché non sento il l'urlo strozzato ed il calore che esplode dentro di me.

Dopo, pulisco tutto e senza una parola me ne vado, infilandomi di nuovo le palline che scivolano bagnate ritornando da Marco.

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08/10/2014 23:09

Sorpedante

Ma che minchia saranno poi le SGHERE...mah!!! Se fossero Ghelle so che sono pernacchie senza PELLE

07/10/2014 00:52

Camillo 2

Ho letto le ultime 10 righe.....MA CON TANTI POSTI ACCOGLIENTI CHE CI SONO PER SCOPARE, PROPRIO IN UN CESSO ANDATE....ma andate...andate...andate a FMIC

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