• Pubblicata il:
  • Autore: Goloso89
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La moglie del gigante

Due sere fa è tornato il gigante, prima del previsto, ha anticipato il giro. L’altra volta è stata pesante e ci sono voluti due giorni per riprendermi. In più sono stato con il mio capo poche sere fa, dopo più di un mese. Mi ha inculato abbondantemente e dopo gli ho fatto anche un pompino. Quando è entrato l’ho sentito bene e lui ha goduto anche se ha detto che ero diverso, più morbido, che era entrato come niente, anche se all’inizio ho sentito male. Mi sono accorto che mi succede sempre, nonostante che ormai sono una troia, chiunque mi ha inculato o mi incula, grossi o piccoli, all’inizio c’è dolore anche se dopo passa, devo averlo stretto per natura. Comunque il gigante non mi ha sfondato per sempre come pensavo.
E’ presto ma quando vedo il furgone dalla finestra mi prude il culo e scendo subito. Andiamo al paese vicino dove sua zia ha questo appartamentino sfitto, sono dieci chilometri. Appena entrati mi dice tesoro fai presto che ho voglia. Quando rivedo il suo cazzo penzolare mi eccito ma anche questa volta mi impressiono da tanto che è grosso.
Per cominciare glielo prendo in mano poi in bocca lì nell’entrata. Quando ce l’ha duro ci infiliamo nel letto matrimoniale, tutti nudi. Non mi è capitato spesso di farlo in un vero letto, anche se il barista al mare mi ha sverginato velocemente sopra una brandina.
Il gigante mi abbraccia e mi chiama fighetta e amore. Mi fa mettere di fianco poi me lo infila nel culo con precauzione, è più delicato che sul furgone. Mi dice che fa piano perché vuole farlo tante volte, altrimenti mi rompe tutta. Mi parla al femminile, sussurrando dolce dolce e mi fa effetto. Comunque lo fa entrare tutto e sono davvero pieno.
Mentre mi incula mi accarezza le chiappe: cara come ti amo, tutto diverso dall’altra volta. E’ un aratro ma va lentamente, quando mi sborra dentro mi bacia il collo, poi lascia il cazzone dentro il buco a riposare. Biascicando le parole mi sussurra nelle orecchie che è separato perché lei era una puttana e che per oggi sono io la sua mogliettina e che lo devo far godere.
Lo tira fuori, stiamo lì sdraiati qualche minuto, poi mi chiede di farglielo tornare duro. Io allora faccio la consorte devota e sottomessa, gli dico: tutto quello che vuoi amore, gli slinguo i capezzoli, la pancia e l’ombelico. Lo bacio e lecco dappertutto. Lo succhio finché quasi non mi sta più in bocca, duro e grosso come una bottiglia. Ora sto io di sopra, col culo girato verso la sua faccia, da moglie maiala mi siedo sull’uccellone e ne faccio entrare un pezzo dimenando i fianchi. Per non farmi male mi muovo su giù con attenzione. Ma è lui ora a stare meno attento, mi acchiappa per i fianchi e mi sbatte forte. Mi fa strillare come mi aveva promesso. E’ di nuovo tutto dentro e io mi dimeno cavalcandolo avanti e indietro.
Dopo un po’ mi agguanta e mi stende, mi ritrovo con la schiena sul letto con le gambe aperte come una donna lui mi sale sopra gigantesco com’è, io le tiro indietro con le ginocchia ai lati del petto e me lo risbatte tutto dentro, in questa posizione mi arriva davvero in gola, mi fa ancora più male perché picchia sul fondo dell’intestino, gemo forte però godo come una scrofa, gli avvolgo le gambe attorno ai fianchi. Mi dice ancora troietta cara amore sei mia io rispondo tesoro che bastone, se fai così mi spacchi, mi sfondi, si che sono tua. Per me è un gioco, prima non ho mai detto queste cose, ma forse sbaglio perché mi prende in parola e dà dei colpi che bucherebbero un muro. Anche se il dolore è forte godo sempre di più e il mio cazzo gocciola, questa cosa non mi era mai successa, è strano e bello anche se non vengo completamente. Gli strilli sono sempre più acuti, non mi trattengo, mi sa che mi sente tutto il quartiere. E’ la seconda e ci mette tantissimo, un’ora, non ne posso più, mi brucia il culo come ci fosse il fuoco. Finalmente viene e mi sborra ancora dentro, questa volta grida anche lui, poi si accascia, fortunatamente non addosso a me.
Sta lì fermo e fulminato, si addormenta e russa come un elefante. Aspetto ma mi stufo e lo sveglio, gli dico che è ora di andare. Ma mi fa venire un accidente perché si è riposato e ne vuole fare un’altra. Vuole la pecorina, entra bene ma dopo tre o quattro colpi mi fa troppo male il culo. Allora gli faccio un pompino, a forza di ciucciare quasi mi si slogano le mascelle. Mi aiuto con le mani, lo faccio sborrare, ingoio tutto per benino e finalmente dice basta.
Mentre rientriamo mi informa che non sa quando ci possiamo rivedere, perché in autunno cambia il giro e da noi ci viene un altro. Vuole il numero di cellulare e glielo mando, lo mette al nome “Vivian”, gli chiedo chi è, la prostituta dolce di Pretty Woman. E’ vero, oggi sono stata la sua mogliettina puttanella. L’ho pregato di chiamarmi anche se ora ho dentro una colata di lava e devo fare le lavande. Dice che organizza lui perché mi porta l’intimo da donna così faccio la moglie ancora meglio e mi vuole sbattere per bene alla pecorina ancora più forte (più forte di così?!?). Non so cosa dire, non mi sono mai messo roba da donna.
Grazie ad alcuni commenti ricevuti al mio racconto precedente ho cominciato a fare gli occhi dolci all’unico nero che lavora nella mia ditta, al muletto, giù nel magazzino. Il problema è che gliel’ho visto nello spogliatoio, dove sono andato apposta con una scusa, mentre si faceva la doccia, ce l’ha immenso, più grosso che il gigante, una proboscide. Se voglio ci vado di sicuro, ho saputo per caso che tromba femmine e maschi, ora anche lui mi sorride e mi strizza l’occhio, però è uno che non si accontenta di un pompino e anche se gli bevo tutto il “negroni” che produce mi vorrà inculare e dovrò spalancarmi il più possibile per farlo entrare. Non vedo l’ora di farmi spaccare!

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30/09/2014 13:39

MAX

Non sono d'accordo Camillo 2 ,perchè commentare o ancor peggio infierire?..sono sicuro che già lo sa da solo quello che è e che ogni volta che si guarda allo specchio in realtà prova schifo per se stesso,ma non lo dirà mai..

30/09/2014 11:34

Camillo 2

Suvvia amici, siate bravi, fate un commentino....goloso89 è avvilito, Lo so che ve ne fregate "Tanto è un culattone" dite voi, ma poveraccio mi fa pena, via dai diamogli del frocio, del cula, del perverso, del pazzo, del maniaco, del pattume...insomma diciamogli qualcosa altrimenti si avvilisce ed è capace di offendere noi etero e concludo con la tradizionale imprecazione - Maledettissimi a mericani!!!

11/10/2014 01:34

nino

bellissimo racconto, mi sono eccitato da matti

06/02/2015 11:07

Camillo 2

Il tuo plauso al racconto lo fai perché vorresti che ti mandassi a prenderlo in culo, io no mio caro Cula, NO, sarebbe come mandarti nel Paese dei Balocchi... quindi AUDISCI la mia rituale imprecazione : MALEDETTI AMERICANI !!!

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